L’Ibizagate: pericolo per il fronte antieuropeista?

L’Ibizagate: pericolo per il fronte antieuropeista?

La grave crisi politica in Austria rende ancora più interessante la giornata del 26 Maggio, data in cui si deciderà il futuro dell’Europa. Se infatti i partiti euroscettici sembravano essere in pieno controllo della situazione, lo scandalo corruzione che coinvolge l’intero esecutivo d’ultradestra in Austria potrebbe minare alcune fondamenta.

Lunedì, l’onda di sdegno provocata dal video, arriverà a mettere in discussione anche il capo di stato, il conservatore Sebastian Kurz. Una mozione di fiducia parlamentare è stata proposta dal leader del piccolo partito d’opposizione, gli ecologisti, ma sostenuta anche dalla altra coalizione d’opposizione della socialdemocrazia, che per anni è stata a capo del governo. Il Presidente della Repubblica ha inoltre già provveduto alla nomina dei ministri tecnici che sostituiscono quelli dell’estrema destra sovranista dell’Fpoe, silurati dal cancelliere. Il risultato di lunedì appare quindi abbastanza scontato: sfiducia e accordo per un governo tecnico necessario a portare avanti gli obblighi istituzionali e la gestione ordinaria, in vista delle elezioni anticipate di settembre o più probabilmente ottobre, che saranno il vero banco di prova per i conservatori.

Il tutto è partito da un video pubblicato su un noto giornale tedesco (anche da qui le elucubrazioni circa il fatto che possa essere stato tutto architettato a dovere dai servizi segreti di Berlino, ovviamente non c’è nessuna prova a sostegno) che ritrae il vice-cancelliere e leader del FPO, promettere contratti governativi con compensi gonfiati in cambio di grandi somme di denaro. Visibilmente ubriaco in una villa di Ibiza, il leader non si accorge di essere ripreso mentre suggerisce alla donna in sua compagnia, che crede essere figlia di un oligarca russo molto vicino a Vladimir Putin, di acquistare il più grande quotidiano austriaco Kronen Zeitung in modo tale da orientare la linea editoriale a favore del suo partito in vista delle elezioni. Ovviamente il Cremlino ha negato un suo coinvolgimento, anche per evitare ripercussioni già subite dopo lo scandalo Orban.

All’indomani le repentine dimissioni del vicepremier e ministro degli interni in carica non hanno placato le proteste: se il partito delle libertà di Strache ha infatti visto calare il suo consenso elettorale di 5 punti percentuali in poche ore, quello conservatore del premier Kurz ha ottenuto maggior sostegno, tuttavia continua a non avere i numeri per portare avanti un governo in solitaria dipendendo fino a questo momento al 31% dall’ultradestra.

In vista dell’elezioni confermerà l’orientamento a destra o si riavvicinerà alla tradizionale alleanza con i socialdemocratici?

Al di là del mero contesto nazionale, sicuramente scosso e ora in subbuglio, l’accaduto assume rilevanza soprattutto in vista delle elezioni europee di oggi. L’ÖVP aveva la vittoria in pugno, è da sempre stato il partito degli imprenditori, degli agricoltori, della popolazione rurale e dal 2015 è anche il partito di molti lavoratori dipendenti che hanno abbandonato la socialdemocrazia in netta opposizione alla politica d’immigrazione.

Non a caso, anche in vista di queste elezioni in campagna elettorale il tema difesa della patria e dei diritti dei cittadini austriaci ha dominato. Con questo scandalo del partito di destra Fpö, quando si dice sbagliare le coalizioni di governo, a risentirne non sarà solo Kurz e il suo partito conservatore, ma anche il Rassemblement National Français e la Lega Nord che avevano scelto il modello nazionalista austriaco come partner cruciale dell’alleanza anti-europeista. Se sabato scorso si celebrava quindi la nascita di Alleanza europea dei Popoli e delle Nazioni con una grande manifestazione in Piazza Duomo a Milano alla presenza di tutti i suoi principali rappresentanti, questo scandalo ha gettato fin da subito benzina sul fuoco.

L’Austria rappresentava la prima sperimentazione sana in Europa di forza sovranista al governo (sana perché non possiamo certo paragonarla all’esperienza di Victor Orban). Le Front National è forza d’opposizione e la Lega di Salvini è sì parte del patto di governo ma non ha ancora avuto piena legittimazione popolare. Gli equilibri potranno presto cambiare, o forse questo scandalo rimette per tutti le carte in tavola?
Se tutti queste forze sono coinvolte a pieno titolo o solo parzialmente in piccoli o medi scandali di corruzione, basti pensare all’indagine in corso su Armando Siri, esponente di spicco della Lega in Italia, veder crollare quello che fino ad adesso ha rappresentato il modello da seguire rende reale il rischio di un effetto domino.


Geopolitica Economica: separatore
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Ho 23 anni e mentre gestisco questo blog, sono in quel di Madrid, a circa 2200 km e 2 ore di distanza dalla mia amata città, Napoli. La città in cui sono cresciuta, in cui ho studiato, e mi sono laureata in Relazioni Internazionali, mossa da una strana e viscerale passione per gli intrecci geopolitici della società contemporanea.

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