Capitan Draghi

Capitan Draghi

Prima di concludere ufficialmente il suo mandato e cedere lo scettro a Ms. Lagarde, Mario Draghi compie il suo ultimo grande atto. Dopo un ennesimo peggioramento delle stime di crescita dell’Eurozona, 1.1% per il 2019 e 1.2% per il 2020 e un’inflazione a poco più dell’1%, non si poteva sperare di meglio che continuare ad incentivare una politica ultra-espansiva. La novità, che ha spiazzato gli economisti, è senza dubbio però la modifica del Forward Guidance, linea guida della BCE. “Fino a quando necessario” senza nessun termine preciso per l’estinzione delle misure, questo è stato reso necessario dalla persistenza di importanti rischi al ribasso e pressioni inflazionistiche attenuate, come lo stesso Presidente ha tenuto a sottolineare.

Il 13 settembre 2019 TG, quotidiani e blog titolano: “La BCE riapre i portafogli”. Giusto, ma cosa vuol dire? In poche parole potremmo spiegarlo così: l’autorità monetaria europea continuerà a comprare titoli fino a quando i tassi non cominceranno a salire e fino a quando la prospettiva di inflazione non convergerà in modo robusto al 2%, obiettivo prestabilito, restandovi però al di sotto.

Come sarà reso possibile tutto questo? Il pacchetto Draghi consta di 3 grandi misure, un rilancio del Quantitative Easing dal 1 Novembre 2019, una TLTRO III con nuove condizioni e un deposito escalonado (alla spagnola) sempre più vantaggioso. Vediamo nel dettaglio.

1) Il Quantitative Easing è un’immissione di liquidità nel sistema, per l’esattezza si tratta 20 miliardi al mese a partire dal 10 Novembre 2019. Comprando i titoli di stato dei paesi dell’eurozona e assecondando o rafforzando, se possibile, l’impatto accomodante dei tassi. L’acquisto massivo di titoli ha suscitato l’ira di Weidmann che considera l’atto un serio pericolo di intromissione della politica monetaria in quella fiscale.

2) La TLTRO permette alla BCE di prestare soldi alle banche nazionali a interessi molto bassi, un maxi-prestito a lungo termine. Queste aste di liquidità sono poi finalizzate a fornire stimolo ad imprese e famiglie. La condizioni di implementazione sono molto più vantaggiose di quelle del programma precedente: in primis, tassi fino al 0.5% e soprattutto un’estensione del periodo di prestito da 2 a 3 anni.

Se il pericolo Weidmann è stato scongiurato con la scelta della Presidenza ricaduta su Lagarde, le polemiche per queste misure ritenute troppo eccessive non si sono fatte comunque attendere. Secondo il Presidente della Bundesbank sono troppo eccessive in relazione alle condizioni economiche che non sono cambiate così tanto (i salari per esempio stanno aumentando) e in questo modo si va a ritardare ulteriormente ed in maniera ingiustificata l’aumento dei tassi. Inoltre, stando alle indiscrezioni di alcuni interni, Francia, Olanda e Germania hanno provato più volte a bocciare il QE2 considerato troppo a favore dei paesi dell’Europa meridionale, come Spagna e Italia. Addirittura la Bild ha dipinto l’economista italiano come un Dracula succhia soldi dei risparmiatori tedeschi.

Come l’ha spuntata allora Draghi su Germania e i falchi interni?

Semplice, sì ad una riduzione dei Bond acquistabili ma questi saranno senza più scadenza. Ha evitato così la votazione.

3) Il significato più rilevante però lo assume il Tiering, strumento nuovo anche se annunciato da tempo. Serve per compensare il taglio sui tassi sui depositi, dallo 0.4% allo 0.5%, meno dello 0.6% atteso. In parole più semplici, si tratta di tassi zero che andranno quindi ad alimentare l’economia reale sotto forma di aumento di finanziamenti agli operatori del mercato, imprese e famiglie (mutui).
Perché investire? Non sarà conveniente tenere il denaroparcheggiatopresso l’Eurotower dato che sui depositi vige un tasso negativo, vale a dire che le banche nazionali devono pagare per depositare. Per cercare di alleviare il peso di questi tassi negativi la BCE ha introdotto il Tiering prevedendo che parte delle disponibilità di liquidità in eccesso delle banche saranno esentate da questo tasso di deposito in negativo. Questo restituisce alle economie più ricche un vantaggio, perché è indubbio che la liquidità in eccesso è concentrata soprattutto nelle banche più grandi mentre gli istituti più deboli, generalmente delle economie periferiche, potrebbero trovarsi a disporre di meno risorse per i finanziamenti.

Geopolitica Economica: Banca Centrale Europea (BCE)

La reazione del mercato a tutto questo non poteva che essere euforica, le borse sono decollate, lo spread scende, e l’euro ne esce svalutato, circostanza che al contrario non ha reso per niente entusiasta Trump. Da tempo il Presidente americano sostiene che le misure della BCE abbiano come fine ultimo quello del deprezzamento della moneta europea, avvantaggiandosi così sul mercato internazionale e colpendo l’export USA, mentre la FED che dovrebbe rispondergli rapidamente se ne sta – riportando le stesse parole utilizzate nel suo Tweet – “seduta ad aspettare e aspettare”. Una critica sì ma anche una buona dose di amarezza, non sono infatti una sorpresa i dissapori tra Trump e il Presidente della FED, Powell, sulla conduzione della politica monetaria. La risposta di Draghi non si è fatta comunque attendere. “La BCE ha un mandato da perseguire, quello della stabilità dei prezzi, e non è interessata a colpire i tassi di cambio”- queste le ultime frecce del numero uno di Francoforte.

Ora però per far ripartire definitivamente i prezzi tocca alla politica fiscale e tocca alla Germania. Deve investire, deve far sì che la sua banca immetta più denaro nel circuito economico per far ripartire il comparto industriale, che a partire da Dicembre 2018 è in picchiata. L’IFO, indice sulle fiducia delle aziende, è attualmente a 94.3, livello di molto inferiore a quello dello stesso mese dell’anno precedente. Se l’indice scende è ipotizzabile che nel giro di pochi mesi cali anche la produzione industriale, vero traino dell’economia tedesca. Ecco perché è un vero e proprio indicatore della situazione economica attuale e delle prospettive ed ecco perché è seguito con molta attenzione dai mercati finanziari. La brusca caduta di questi mesi ha messo in allerta e il 12 Settembre 2019 i dati rilasciati sulla crescita hanno sancito la condanna.

La Germania crescerà nel 2019 solo dello 0.5% rispetto all’anno precedente, incombe una fase di recessione tecnica. Il punto su cui Draghi si batte è la reazione dei vertici tedeschi, sembra che non si voglia fare nulla per risollevarsi o che le misure da tentare sono tutte a patto di non toccare i conti, ma è ora di farsene carico. Si spera dunque che, dopo l’iniezione di liquidità della BCE e le stime dell’IFO (non l’indice ma istituto, il corrispettivo del nostro Istat), il nuovo pacchetto ECO annunciato per il 20 settembre 2019 contenga elementi di spesa e investimento.


Geopolitica Economica: separatore
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Ho 23 anni e mentre gestisco questo blog, sono in quel di Madrid, a circa 2200 km e 2 ore di distanza dalla mia amata città, Napoli. La città in cui sono cresciuta, in cui ho studiato, e mi sono laureata in Relazioni Internazionali, mossa da una strana e viscerale passione per gli intrecci geopolitici della società contemporanea.

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